Headquarters Gruppo Pietrini
un giardino segreto


Per secoli si è immaginato un giardino chiuso come risposta al caos del mondo: un luogo protetto non per isolamento, ma per attenzione. Un recinto che non nega l’esterno, lo tiene a distanza. Dentro, la misura del tempo cambia: la luce si posa, l’aria si raccoglie, il rumore si dissolve.
Il progetto per gli headquarters del Gruppo Pietrini nasce in un contesto di periferia caratterizzato da traffico intenso, infrastrutture veloci e rumore continuo. In risposta a questa condizione, abbiamo deciso di proporre un’architettura che non si confronta direttamente con l’esterno, ma costruisce al proprio interno un luogo protetto, capace di offrire calma, concentrazione e benessere.
Gli uffici si dispongono lungo il perimetro dell’edificio, mentre al centro prende forma un giardino interno: il cuore silenzioso del progetto.
Uno spazio verde raccolto, schermato dal rumore e dal movimento della città, diventa riferimento visivo e percettivo per gli spazi del lavoro.


Il rapporto con il mondo esterno è filtrato da una facciata minerale, realizzata in intonaco spesso dai toni scuri, che agisce come uno schermo protettivo, isolando gli ambienti di lavoro dal rumore e dalle distrazioni provenienti dall’esterno.
Proprio come la pietra sembra compatta, ma nasconde la sua forza la sua forza nelle cavità.
Nelle camere protette, nei vuoti che raccolgono aria e ombra, nei luoghi riparati dove la temperatura si stabilizza. A volte la qualità di un ambiente non nasce dall’esposizione, ma dalla protezione.



Il vuoto centrale (23 × 7,5 metri) è l’elemento fondativo del progetto. Un giardino inatteso attorno al quale si organizzano tutte le attività — uffici, sale riunioni e auditorium. Un luogo di luce, calma e concentrazione.
Il giardino non è solo un elemento naturale, ma un vero dispositivo spaziale: regola la luce, introduce il ritmo delle stagioni, costruisce una distanza dal contesto esterno e restituisce una dimensione di quiete.
All’interno degli uffici, il rapporto costante con il verde permette di dimenticare la presenza del traffico e di lavorare in un’atmosfera rilassata, favorendo concentrazione, equilibrio e continuità.
Lo spazio del lavoro si configura così come un piccolo ecosistema, dove architettura e natura collaborano per creare un ambiente armonioso. Un luogo pensato per il lavoro quotidiano, ma anche per la condivisione e la cooperazione, in cui il giardino centrale diventa elemento comune, punto di riferimento e pausa visiva, capace di migliorare la qualità dell’esperienza lavorativa.
Al centro, protetto, il cuore resta umido, silenzioso, fertile.




Il corridoio diventa luogo di incontro e di percezione.

Un edificio in cui le atmosfere cambiano seguendo il ritmo delle stagioni, mentre il confine tra interno ed esterno si fa sfumato e indefinito.




photo credits
Francesco Steleitano
Stefano Anzini
drawing credits
atelier revers
Gabriele e Francesca Pulselli architetti