Appartamento Parigi V
Un pied-à-terre a Notre Dame

Nel cuore di Parigi, a due passi dalla cattedrale di Notre Dame, il Signor G ha trovato il suo «pied à terre».
Il suo viaggio inizia negli Stati Uniti il giorno prima del suo arrivo all’aeroporto Charles De Gaulle, dal quale, con poco più di mezz’ora di treno, raggiunge il suo nuovo appartamento parigino.
«Voglio farne un gioiello, un luogo dove sentirmi a casa e dare feste e cene per ricevere i miei amici» ci ha detto il Signor G, seduto al tavolo del Café St. Régis su l’Ile Saint Louis, dove ci siamo incontrati la prima volta.



(Per ricevere i suoi ospiti il Signor G aveva bisogno di uno spazio di accoglienza, di un tempo intermedio nel quale liberare gli ospiti dei loro cappotti e offrire un bicchiere di vino prima di farli accomodare nella sala da pranzo.)
La sfida maggiore consisteva nel lavorare sulla spazialità della zona d’ingresso nella quale il corridoio, i bagni e la cucina rappresentavano una sequenza di spazi stretti, compressi e poco funzionali.
Attraverso una serie di soluzioni architettoniche mirate, lo spazio dell’ingresso, prima corridoio marginale, è stato dilatato fino a diventare una vera e propria stanza.
Lo spostamento dei bagni in facciata, verso la corte interna, permette di creare lo spazio necessario per accogliere la cucina affacciata sull’ingresso, in stretta connessione con la sala da pranzo.
Sulla parete opposta alla cucina abbiamo inserito un armadio guardaroba nascosto dietro uno specchio a tutta altezza. Una nuova quinta che raddoppia lo spazio dell’ingresso e ne annulla i confini: uno stratagemma spaziale tipico degli interni parigini, qui, tra le altre cose, utile supporto per un’ultimo sguardo prima di uscire di casa. Ma a guardare bene questo armadio è qualcosa di più: basta spingere sulle superfici specchianti interne per traformarlo in passaggio «segreto» e guardaroba privato della camera. Il pavimento dell’ingresso, un «damier» in graniglia italiana ocra e avorio bordato da una cornice a losanghe, è un richiamo all’universo culturale e sentimentale del Signor G.
Sulla parete opposta alla cucina abbiamo inserito un armadio guardaroba nascosto dietro uno specchio a tutta altezza. Una nuova quinta che raddoppia lo spazio dell’ingresso e ne annulla i confini: uno stratagemma spaziale tipico degli interni parigini, qui, tra le altre cose, utile supporto per un’ultimo sguardo prima di uscire di casa.
Ma a guardare bene questo armadio è qualcosa di piu: basta spingere sulle superfici specchianti interne per traformarlo in passaggio «segreto» e guardaroba privato della camera.
Il pavimento dell’ingresso, un «damier» in graniglia italiana ocra e avorio bordato da una cornice a losanghe, è un richiamo all’universo culturale e sentimentale del Signor G.




Sulla parete opposta allo specchio la cucina è pensata per essere funzionale e conviviale. Il piccolo «comptoir» in marmo invita alla conversazione come fossimo in un bistrot parigino.
L’ingresso è così traformato in uno spazio di vera accoglienza in grado di ospitare un tempo intermedio nel quale liberare gli ospiti dei loro cappotti e offrire un bicchiere di vino prima di farli accomodare nella sala da pranzo.
I mobili laccati tono su tono con i muri si integrano nello spazio e nascondono piccoli accenti in vetro che dialogano con le tonalità del pavimento richiamando motivi decorativi «art deco».


Nelle stanze principali il nostro intervento si concentrato a mettere in valore le finiture originali di pregio: il parquet in rovere è stato trattato fino a ritrovare la sua originale lucentezza, i camini in pietra, gli specchi, le modanature e le boisries sono state conservate e restaurate.


Al centro dello spazio, tra soggiorno e sala da pranzo, è stata inserita una nuova porta-paravento ricavata nell’apertura ad arco esistente. Un quadro in movimento che permette di riconfigurare lo spazio assecondando le necessità di utilizzo.
Le vetrate sono pezzi unici realizzati da un’artista italiana per questo luogo, tagliando vetri bullseye e ricomponendoli nel disegno, tenuti insieme da fili di piombo.

Un’opera d’arte che si riflette negli specchi cambiando le prospettive dello spazio echeggiando i colori delle stanze.


Un richiamo a l’«art nouveau» nella scelta delle maniglie.


I mobili della stanza da letto, interamente realizzati su misura, creano un’atmosfera raccolta e rilassante.


Il grande armadio nasconde l’ingresso verso il guardaroba e accoglie una nicchia dove il Signor G. tiene un vaso della sua collezione.
Le maniglie in ottone, disegnate su misura per l’armadio, richiamano le luci della testiera in un gioco di accenti sobri ed eleganti.


Accanto al letto, ricavato all’interno di una nicchia, un mobile «secretaire» completa l’arredamento della camera.
«On s’oriente à l’intérieur comme dans un souvenir» Georges Perec, Espèces d’espaces
